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Incontri a Palazzo Papale 28 giugno 2016, ore 17:00
Girolamo Ruscelli: un "cervello in fuga" dalla Viterbo del Cinquecento

Un grande letterato del primo Cinquecento che ha reso famoso il nome di Viterbo, ma che i viterbesi non conoscono.
Interverranno:
Paolo Procaccioli
Paolo Marini
Massimiliano Celaschi
Introduce: Luciano Osbat


Gli articoli delle 60 annate del Bollettino d'informazione del Centro di Studi Bonaventuriani sono scaricabili dal sito :
www.doctorseraphicus.it
Sono anche disponibili presso il Centro di Documentazione.

 
 

Incontri a Palazzo papale  -  17 maggio 2016, ore 16
La società civile dell'Alto Lazio e la Grande Guerra

La Prima Guerra Mondiale è stata combattuta a Viterbo.
Il vivace incontro che si è svolto martedì 17 maggio nella Sala delle biblioteche del Centro diocesano di documentazione (a Palazzo papale) ha visto la partecipazione di diversi studiosi laici ed ecclesiastici che si occupano delle ripercussioni della Prima Guerra Mondiale nel nostro territorio.
Si scopre così che mentre centinaia di migliaia di soldati si battevano e morivano al fronte, altre centinaia di migliaia di civili si mobilitavano, soffrivano e qualche volta morivano per le conseguenze della guerra combattuta sulle Alpi e sul Carso.
E' questa la guerra alla quale sinora si è meno dedicata attenzione persi come eravamo dietro ai miti del fascismo della guerra liberatrice e vittoriosa (abbiamo liberato molti territori che non volevano essere liberati, e abbiamo vinto solamente perchè gli altri hanno perso), ma è la guerra che è stata più partecipata e che ha più coinvolto tutta la società civile.
Il primo coinvolgimento è stato di quelli che hanno visto partire mariti e figli e che sono rimasti senza fonti di approvvigionamento e senza aiuto quotidiano. Il secondo coinvolgimento è stato delle amministrazioni locali e delle istituzioni ecclesiastiche che immediatamente si sono mobilitate per "tappare i buchi" e per "consolare gli afflitti". Il terzo coinvolgimento è stato della stessa popolazione civile che si è data da fare per creare comitati finalizzati a mandare vestiario, creare sciarpe, guanti e calze di lana, produrre portavivande, raccogliere fondi per gli orfani e per i figli dei combattenti, e tutta un'altra serie di iniziative che ancora dobbiamo scoprire. C'è stato poi il coinvolgimento di coloro che si sono visti arrivare i profughi dalle zone di guerra, i feriti che dal fronte venivano nei nostri ospedali militari a curarsi, i prigionieri austriaci e tedeschi che venivano ospitati in carceri e conventi (da noi i soldati austriaci nel convento de La Quercia).
E ultimo più tragico coinvolgimento è stato quello della Spagnola, che ha colpito non solo i militari al fronte, ma soprattutto i civili a casa, in una sorta di guerra combattuta senza le armi ma nella quale vi sono stati ugualmente centinaia di migliaia di morti nella sola Italia e milioni di morti in tutto il mondo.
Ultima annotazione che dice  di quanto la popolazione civile sia stata coinvolta negli effetti della guerra: a Viterbo e nelle altre città del Lazio nell'autunno del 1917 ci si attrezza nella previsione di quelli che potrebbero essere i primi bombardamenti aerei (che per fortuna non ci sono stati) e si danno i primi consigli su come difendersi dalle bombe. Tutte le campane delle chiese dovevano suonare per avvisare che gli aerei si stavano avvicinando e si consigliava, sentendo arrivare una bomba, di stendersi per terra e di tapparsi le orecchie. Ovviamente nella speranza di non essere colpiti dalla bomba.
Questa è la guerra che è stata combattuta cento anni fa anche da quei trenta milioni di italiani che non sono andati al fronte, una guerra della quale ancora non è mai stata scritta la storia.

Luciano Osbat

 
 
 

CEDIDO
Centro diocesano di documentazione per la storia e la cultura religiosa



"L'uomo…applicandosi allo studio delle varie discipline, quali la filosofia, la storia, la matematica, le scienze naturali, e occupandosi di arte, può contribuire moltissimo ad elevare l'umana famiglia a più alti concetti del vero, del bene e del bello e ad un giudizio di universale valore: in tal modo questa sarà più vivamente illuminata da quella mirabile sapienza, che dall'eternità era con Dio, disponendo con Lui ogni cosa, ricreandosi nell'orbe terrestre e trovando le sue delizie nello stare con i figli degli uomini"
Concilio Vaticano II, Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo, [1965], 57.


"La Chiesa, per la celebrazione della liturgia e per l'esercizio della sua missione, ha sempre favorito la creazione di beni culturali, che stimolano una più diretta comunicazione tra i fedeli nella Chiesa e tra la Chiesa e il mondo circostante, promovendo un arricchimento sia della stessa Chiesa sia delle varie culture.
All'ingente quantità di tali beni culturali di cui l'Italia è ricchissima, alla loro qualità, è da aggiungere l'evoluzione della concezione di patrimonio storico-artistico: è andata emergendo una precisa riflessione teologica sui beni culturali; si è sviluppato il senso della loro funzione, sia per la migliore fruizione in generale, sia per la fruizione precipua secondo la natura dei prodotti d'arte e cultura; si è affermata la percezione dell'efficacia di cui i beni culturali sono pregnanti e per il culto e per l'evangelizzazione"
[…]
" Notevole sostegno e impulso alle iniziative culturali delle comunità cristiane e della comunità civile, della scuola, della ricerca può venire dagli archivi, biblioteche, musei e raccolte ecclesiastiche. Tali istituzioni svolgono un servizio ecclesiale primario per la promozione della cultura sul territorio, sia nelle diocesi, che nelle parrocchie, nelle comunità religiose, nelle confraternite e nelle associazioni."
Conferenza episcopale italiana, I beni culturali della Chiesa in Italia. Orientamenti, [1992], 49-50, 64.


"In forza del suo valore pastorale, il patrimonio storico-artistico è ordinato all'animazione del popolo di Dio. Esso giova all'educazione alla fede e alla crescita del senso di appartenenza dei fedeli alla propria comunità"
Pontificia Commissione per i beni culturali della Chiesa, Necessità e urgenza dell'inventariazione e catalogazione dei beni culturali della Chiesa, [1999], 3, 1.


 
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